| 

Robot piscina e aspirapolvere a confronto

Lo sporco sul fondo, le foglie e gli aloni di grasso si possono rimuovere con impegno molto diverso – dal semplice aspiratore manuale al robot elettrico autonomo. Questo confronto ordina le classi di apparecchi in base alla forma della piscina, all’ampiezza di pulizia e alla manutenzione, così potete scegliere il sistema adatto alla vostra piscina.

Disegno schematico in arrivo
Schema di principio: apparecchi manuali e semiautomatici collegati al circuito del filtro, robot autonomo con circuito e trasformatore propri.

Tre classi di apparecchi: manuale, semiautomatico, autonomo

Gli apparecchi per la pulizia meccanica della piscina si possono suddividere in tre classi, che si differenziano soprattutto per l’azionamento e il collegamento elettrico.

  • Manuale: retino per la superficie e aspiratore manuale a bastone telescopico. La testa aspirante viene collegata tramite un tubo flottante allo skimmer o a un attacco di aspirazione separato; la pompa filtro esistente genera l’aspirazione, la guida è manuale.
  • Semiautomatico: puliscifondo ad aspirazione o a pressione senza motore proprio. Sono collegati anch’essi al circuito del filtro o a una pompa supplementare e si muovono da soli sul fondo grazie al flusso, senza che dobbiate guidare la testa aspirante.
  • Autonomo: robot piscina elettrici con proprio azionamento di marcia, propria pompa e proprio filtro. Lavorano indipendentemente dall’impianto filtro e sono alimentati tramite un trasformatore a bassissima tensione di sicurezza.
Classe Azionamento/aspirazione Raccolta sporco Pareti
Manuale Pompa filtro, guida manuale Filtro a sabbia solo con forza ed esperienza
Semiautomatico Pompa filtro o supplementare Filtro a sabbia o sacco di raccolta proprio limitato a seconda del modello
Autonomo motore proprio, trasformatore filtro proprio nell’apparecchio fino alla linea dell’acqua, a seconda del modello

La differenza pratica più importante riguarda dove finisce lo sporco: gli aspiratori manuali e i puliscifondo semiautomatici ad aspirazione convogliano lo sporco raccolto nel filtro a sabbia e lo caricano di conseguenza. I puliscifondo a pressione lo raccolgono invece, tramite la loro pompa supplementare, in un proprio sacco di raccolta, i robot autonomi nel loro proprio contenitore – entrambi alleggeriscono così l’impianto filtro. Per l’allacciamento elettrico del trasformatore vale – come per qualsiasi impianto elettrico in piscina – la prescrizione del produttore: la presa deve essere protetta da un interruttore differenziale (RCD, 30 mA) e l’installazione fissa spetta, secondo la norma VDE 0100-702, a un’impresa elettrica qualificata.

Ampiezza di pulizia: fondo, pareti e linea dell’acqua

Quasi ogni apparecchio pulisce il fondo della piscina. Le differenze iniziano sulla parete verticale e sulla linea dell’acqua, dove si depositano aloni di grasso e crema solare.

  • Fondo: dominio di tutte le classi. Lo sporco fine di sedimenti e sabbia viene raccolto in modo affidabile, a condizione che la finezza del filtro sia adeguata.
  • Pareti: gli aspiratori manuali raggiungono la parete solo con impegno fisico. Molti modelli semiautomatici restano sul fondo. I robot autonomi con funzione parete si arrampicano sulla parete tramite trazione a cingoli o a rulli.
  • Linea dell’acqua: solo i robot autonomi di fascia alta puliscono in modo mirato la linea dell’acqua. Un bordo di sporco che resta lì deve altrimenti essere ripulito a mano.

Se per voi contano pareti lisce e una linea dell’acqua pulita, difficilmente si può fare a meno di un apparecchio autonomo con funzione dedicata per pareti e linea dell’acqua.

Forma della piscina, lunghezza del cavo e raggio d’azione

La geometria della piscina contribuisce a decidere quale classe funzioni davvero bene.

  • Piscine rettangolari: il caso più semplice. I puliscifondo semiautomatici con schema di movimento sistematico o casuale coprono bene la superficie; gli apparecchi autonomi con navigazione percorrono corsie ordinate.
  • Forme libere e a fagiolo, scala romana: curve, gradini e componenti incassati mettono alla prova i semplici apparecchi a movimento casuale. Qui un robot con pianificazione intelligente del percorso ripaga.
  • Profondità e lunghezza: verificate la lunghezza del cavo dei robot autonomi rispetto alla diagonale della piscina più il tragitto fino alla presa. Un cavo troppo corto lascia gli angoli non puliti; uno troppo lungo tende ad attorcigliarsi. Un salvacavo antitorsione (swivel) integrato aiuta.

Nei puliscifondo semiautomatici la lunghezza del tubo limita il raggio d’azione – dovrebbe corrispondere circa alla diagonale della piscina, affinché il puliscifondo raggiunga ogni punto senza aggrovigliarsi.

Finezza del filtro e dove finisce lo sporco

La finezza del filtro determina quanto sia limpida l’acqua dopo la pulizia – e quanto spesso dobbiate intervenire.

  • Sul circuito del filtro (manuale/semiautomatico): lo sporco finisce nel filtro a sabbia. Con la sabbia silicea, la polvere fine può in parte tornare nella piscina. Dopo l’aspirazione è di solito necessario un controlavaggio, che costa acqua.
  • Filtro proprio (autonomo): i robot catturano lo sporco in cartucce, tessuto filtrante fine o sacchetti. Le cartucce fini raggiungono una ritenzione nettamente migliore rispetto a un filtro a sabbia, i cestelli più grossolani contengono invece più fogliame. Molti apparecchi offrono livelli di filtrazione intercambiabili.

Un effetto collaterale degli apparecchi autonomi: poiché non fanno passare lo sporco attraverso il filtro a sabbia, alleggeriscono l’impianto filtro e risparmiano acqua di controlavaggio. In presenza di particelle molto fini – ad esempio polline – conviene una cartuccia fine, con molto fogliame un cestello grossolano di grande volume.

Manutenzione e usura a confronto

Ogni classe comporta i propri punti di manutenzione, che dovreste conoscere prima dell’acquisto.

  • Manuale: quasi nessuna usura sull’apparecchio stesso, ma carica pompa e filtro. Spazzole e labbri di tenuta sulla testa aspirante si consumano.
  • Semiautomatico: membrane mobili, valvole o turbine, nonché piedini di usura, sono ricambi tipici. Sensibile al fogliame grossolano, che può bloccare la meccanica.
  • Autonomo: sciacquare regolarmente le cartucce filtro, idealmente dopo ogni ciclo. Prevedere cinghie di trasmissione, rulli spazzola e ruote come parti di usura. Togliere l’apparecchio dall’acqua dopo il ciclo e non lasciarlo permanentemente in piscina.

Per il robot autonomo mettete in conto, nel corso degli anni, cartucce di ricambio, spazzole e – per i modelli senza cavo – una batteria. I puliscifondo semiautomatici sono economici all’acquisto, ma comportano costi correnti dell’acqua a causa dei controlavaggi più frequenti.

Quale classe di apparecchi si adatta a quale piscina?

Invece di una classifica, aiuta l’abbinamento alla vostra situazione concreta:

Situazione Classe consigliata
Piscina fuori terra/rettangolare piccola, budget ridotto manuale o semplice puliscifondo semiautomatico
Piscina rettangolare di medie dimensioni, poco impegno desiderato robot autonomo per il fondo
Forma libera/a fagiolo, scale e componenti incassati robot autonomo con navigazione
Pareti e linea dell’acqua devono essere pulite robot autonomo con funzione pareti/linea dell’acqua
Molto fogliame per alberi nelle vicinanze apparecchio con grande volume di raccolta grossolano
Alleggerire il filtro a sabbia, risparmiare acqua di controlavaggio apparecchio autonomo con filtro proprio

Come regola generale vale: quanto più irregolare è la forma della piscina e quanto più elevata è la vostra esigenza di comfort, tanto più conviene il robot autonomo. Per piscine piccole e semplici il puliscifondo semiautomatico resta la scelta economica. Importante è l’armonizzazione con il resto dell’impianto tecnico – pompa, filtro e attacco di aspirazione devono essere compatibili con l’apparecchio scelto.

Distinta base del rapporto

Esempio – si prega di verificare con un tecnico. Componenti e quantità variano in base alla situazione d’installazione; le dimensioni qui indicate sono esemplificative.

Componente Dimensione N. art. N. KLN Quantità
Robot piscina autonomo – – – Elettrico, con filtro e trasformatore propri; per pareti e linea dell’acqua scegliere un modello con la relativa funzione.
Puliscifondo semiautomatico ad aspirazione/a pressione – – – Senza motore proprio; utilizza la pompa filtro o una pompa supplementare. Nel puliscifondo ad aspirazione lo sporco finisce nel filtro a sabbia, in quello a pressione in un proprio sacco di raccolta.
Aspiratore manuale con bastone telescopico e tubo di aspirazione – – – Pulizia manuale tramite attacco skimmer o aspirazione dell’impianto filtro esistente.

Domande frequenti

Un robot piscina autonomo ha bisogno di un collegamento all’impianto filtro?

No. I robot autonomi hanno un proprio motore, una propria pompa e un proprio filtro e lavorano indipendentemente dal circuito del filtro. Necessitano solo del collegamento elettrico tramite il trasformatore in dotazione a bassissima tensione di sicurezza; la presa utilizzata dovrebbe essere protetta da un interruttore differenziale (RCD, 30 mA).

Ogni aspirapolvere per fondo pulisce anche le pareti?

No. Gli apparecchi manuali e molti semiautomatici restano sul fondo. Per pareti e linea dell’acqua serve un robot autonomo con funzione dedicata per pareti o linea dell’acqua.

Quale lunghezza del cavo dovrebbe avere un robot piscina?

Almeno la diagonale della piscina più la distanza fino alla presa. Un salvacavo antitorsione nel cavo impedisce che si attorcigli durante il movimento.

Devo effettuare un controlavaggio dopo l’aspirazione con un apparecchio semiautomatico?

Di norma sì, perché lo sporco raccolto finisce nel filtro a sabbia e aumenta la pressione. Ciò costa acqua aggiuntiva – un aspetto che non si presenta con gli apparecchi autonomi dotati di filtro proprio.

Un robot può restare permanentemente in piscina?

Non è consigliabile. Togliete l’apparecchio dopo il ciclo di pulizia, per proteggere elettronica, guarnizioni e prodotti per la manutenzione dell’acqua.

Questa guida fornisce un orientamento tecnico generale e non sostituisce una progettazione specialistica. I lavori rilevanti per la sicurezza, l’impianto elettrico e le autorizzazioni spettano a imprese specializzate qualificate.

Guide correlate

Articoli simili

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *