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Progettare il vano tecnico: dimensioni, drenaggio, ventilazione

Il vano tecnico determina il comfort di manutenzione, la sicurezza di esercizio e la durata di tutta la tecnica della piscina. Chi pianifica fin dall’inizio dimensioni, quota, drenaggio e ventilazione evita i tipici problemi di adattamento in pozzetti angusti e umidi.

Disegno schematico in arrivo
Planimetria di principio di un vano tecnico piscina: disposizione di pompa, filtro, riscaldamento, centralina e sistema di dosaggio con pozzetto di raccolta e presa/scarico d’aria.

Quanto deve essere grande il vano tecnico?

Le dimensioni del vano non dipendono solo dalle misure delle apparecchiature, ma dal loro numero più lo spazio libero per l’utilizzo e la manutenzione. Il coperchio del filtro, il cestello prefiltro, la valvola di controlavaggio e la sostituzione del materiale filtrante richiedono spazio aggiuntivo, che si tende facilmente a trascurare considerando solo le misure delle apparecchiature.

I valori seguenti sono valori indicativi pratici per la sola superficie destinata alla tecnica; porte, deposito prodotti chimici e spazi di movimento si aggiungono a questi.

Livello di dotazione Componenti tipici Valore indicativo superficie
Base Pompa, filtro a sabbia, valvola a 6 vie ca. 1,5–2 m²
Standard inoltre riscaldamento/scambiatore di calore, dosaggio pH/redox ca. 3–4 m²
Ampio inoltre elettrolisi salina, UV, centralina, deposito prodotti chimici da ca. 5–6 m²

Per un vano praticabile è consigliabile prevedere un’altezza libera di circa 2,0 m, con ulteriore spazio libero sopra il filtro a sabbia per il rabbocco del materiale filtrante. Un semplice pozzetto tecnico è possibile, ma rende notevolmente più difficili la ventilazione e la manutenzione.

Quota rispetto al livello dell’acqua

La quota del vano tecnico rispetto al livello dell’acqua determina il modo in cui la pompa aspira. Se la pompa si trova sotto il livello dell’acqua, l’acqua le arriva da sola in funzionamento a battente – si sfiata facilmente e adesca in modo affidabile. Se si trova sopra, deve funzionare in autoadescamento, il che comporta una perdita di prevalenza e richiede raccordi assolutamente a tenuta sul lato aspirazione.

Nella pratica il vano tecnico viene spesso collocato parzialmente o completamente sotto il livello dell’acqua, ad esempio come pozzetto accanto alla vasca. Questo facilita l’adescamento, ma aumenta il rischio in caso di perdite: se si rompe un raccordo lato aspirazione o mandata (tipicamente d50/DN40 o d63/DN50), l’acqua può continuare a defluire fino al livello della vasca. Un’installazione in posizione bassa richiede quindi valvole di intercettazione su ogni tratto e un drenaggio funzionante.

Se il vano si trova sopra il livello dell’acqua, pianificate tubazioni di aspirazione corte con poche curve e una valvola di non ritorno, in modo che la pompa non si svuoti dopo lo spegnimento.

Drenaggio e pozzetto di raccolta

Nessun vano tecnico resta asciutto in modo permanente: controlavaggio, pulizia del filtro, condensa e piccole perdite portano acqua sul pavimento. Prevedete quindi un pavimento con pendenza verso un punto basso e lì un pozzetto di raccolta.

  • Pozzetto di raccolta: un incavo nel pavimento in cui si raccoglie l’acqua; una pompa sommergibile con interruttore a galleggiante la scarica automaticamente.
  • Scarico a pavimento: per vani sopra il livello della fognatura può bastare uno scarico a pavimento con pendenza libera.
  • Tubazione di controlavaggio: condurre la tubazione di scarico del controlavaggio (di solito d50/DN40 fino a d63/DN50) separatamente e con pendenza, senza farla defluire nel pozzetto.

Dove può essere scaricata l’acqua – in fognatura o per dispersione nel terreno – è regolato in modo diverso a seconda del comune. Chiarite lo scarico ed eventuali valori limite con l’autorità competente o l’ente di smaltimento prima della costruzione.

Ventilazione, umidità e condensa

Un vano tecnico è umido e in estate caldo. L’evaporazione dal filtro aperto, il controlavaggio e l’acqua grezza fredda generano umidità dell’aria, che condensa sulle superfici fredde. L’umidità persistente favorisce la corrosione su parti metalliche, quadri elettrici e morsetti.

  • Ventilazione trasversale: un’apertura in basso (aria in entrata) e una in alto (aria in uscita), in modo che l’aria calda e umida possa defluire; nei vani privi di finestre, eventualmente un estrattore d’aria controllato dall’umidità.
  • Evitare la condensa: isolare le tubazioni fredde di acqua grezza e aspirazione affinché non gocciolino.
  • Prodotti chimici: conservare il riduttore di pH, i prodotti a base di cloro e il sale rigorosamente separati e in ambiente ventilato. Il motivo imprescindibile è la sicurezza: se i prodotti a base di cloro entrano in contatto con il riduttore di pH acido, si può liberare pericoloso gas di cloro tossico – questi prodotti non devono quindi mai essere conservati insieme o mescolati. Inoltre i vapori sono aggressivi e non devono accumularsi presso il quadro elettrico.

Tutti gli impianti elettrici nel vano tecnico umido devono essere affidati a un’impresa elettrica specializzata; il grado di protezione, la protezione elettrica e l’equalizzazione del potenziale seguono le normative pertinenti.

Accessibilità e manutenzione

Il miglior vano tecnico serve a poco se non si riesce a raggiungere le apparecchiature. Pianificate con generosità gli spazi di movimento e di servizio:

  • davanti alla pompa spazio per aprire il coperchio del prefiltro ed estrarre il cestello;
  • sopra il filtro spazio libero per aprire il coperchio e sostituire il materiale filtrante (sabbia o vetro);
  • distanza laterale per azionare comodamente la valvola di controlavaggio;
  • una porta abbastanza larga per introdurre il contenitore del filtro e sostituirlo in seguito;
  • illuminazione sufficiente e un numero adeguato di prese in posizione asciutta e protetta dagli spruzzi.

Etichettate in modo permanente valvole e tubazioni. Chi solo anni dopo cerca un determinato rubinetto a sfera sarà grato per ogni contrassegno univoco.

Planimetria e disposizione dei componenti

Disponete i componenti nella direzione del flusso, così i percorsi restano brevi e la tubazione chiara. Si è dimostrato efficace il seguente ordine nella planimetria:

  1. Passaggi a parete per la tubazione di aspirazione e mandata (d50/DN40 o d63/DN50) sulla parete più vicina alla vasca;
  2. pompa subito dietro, il più vicino possibile al punto di aspirazione;
  3. filtro accanto alla pompa, con spazio libero sopra il coperchio;
  4. riscaldamento o scambiatore di calore a valle del filtro;
  5. tecnica di dosaggio e misurazione dopo il riscaldamento, punti di iniezione per ultimi;
  6. quadro elettrico e centralina su parete asciutta, sopra la possibile quota di allagamento.

In uno schizzo in scala annotate inoltre il pozzetto di raccolta, le aperture di aria in entrata e in uscita nonché il verso di apertura della porta. Questo semplice modello di planimetria evita in fase di costruzione la maggior parte delle interferenze.

Distinta materiali per il rapporto

Esempio – da verificare con un tecnico. Componenti e quantità variano a seconda della situazione di installazione; le dimensioni qui sono a titolo esemplificativo.

Componente Dimensione Art. n. N. KLN Quantità
Contenitore del filtro – – – Ingombro comprensivo dello spazio libero sopra il coperchio per l’apertura e la sostituzione del materiale filtrante
Pompa filtro/di circolazione – – – Accesso frontale per il cestello prefiltro; posizionare il più vicino possibile al punto di aspirazione
Quadro elettrico/centralina – – – Montare in posizione asciutta e protetta dagli spruzzi, sopra la possibile quota di allagamento
Pompa sommergibile per il pozzetto di raccolta – – – Con interruttore a galleggiante per lo smaltimento automatico dell’acqua di perdita
Impianto di dosaggio e misurazione – – – Conservare i contenitori dei prodotti chimici separati e in ambiente ventilato

Domande frequenti

Quanto deve essere grande un vano tecnico per la piscina?

Come valore indicativo, per pompa, filtro e valvola bastano circa 1,5–2 m²; con riscaldamento, tecnica di dosaggio e centralina è opportuno prevedere 3–5 m². Determinante è lo spazio libero aggiuntivo per la manutenzione e la sostituzione del materiale filtrante.

Il vano tecnico deve trovarsi sotto il livello dell’acqua?

No, ma se si trova sotto la pompa adesca più facilmente in funzionamento a battente. In posizione bassa sono obbligatorie valvole di intercettazione e un drenaggio sicuro, perché in caso di rottura di un tubo l’acqua può continuare a defluire.

Un vano tecnico ha bisogno di uno scarico a pavimento o di un pozzetto di raccolta?

Sì, praticamente sempre. Controlavaggio, condensa e piccole perdite portano acqua sul pavimento; una pendenza del pavimento verso un pozzetto di raccolta con pompa sommergibile mantiene asciutto il vano.

Perché si forma condensa nel vano tecnico?

L’acqua grezza fredda nelle tubazioni raffredda le superfici al di sotto del punto di rugiada dell’aria umida del vano. Rimedio: ventilazione trasversale e isolamento delle tubazioni fredde di aspirazione e acqua grezza.

Basta un pozzetto tecnico invece di un vano?

Per impianti piccoli sì, ma un pozzetto rende notevolmente più difficili la ventilazione e la manutenzione. Non appena si aggiungono riscaldamento, tecnica di dosaggio e misurazione, un vano praticabile e ventilato è la scelta migliore.

Questa guida fornisce un orientamento tecnico generale e non sostituisce una progettazione professionale. I lavori rilevanti per la sicurezza, l’impianto elettrico e le autorizzazioni devono essere affidati a imprese specializzate qualificate.

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